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Frutta e verdura di stagione. Cosa mangiare a ottobre.

Verdura in autunno

Si dice che quando andiamo a fare la spesa sarebbe meglio scegliere prodotti freschi seguendo la stagionalità. Ma perché è preferibile mangiare frutta e verdura di stagione? Ecco 4 buoni motivi per scegliere prodotti di stagione e qualche consiglio su quali ingredienti non possono mancare nella tua cucina a ottobre.

1. I prodotti di stagione sono più salutari

Come affermano gli esperti di prevenzione della Fondazione Veronesi, consumare frutta e verdura in base alla stagionalità garantisce che tutti i nutrienti contenuti nei prodotti di origine vegetale siano intatti. Come chiarisce la piramide alimentare, consumare quotidianamente la giusta quantità di frutta e verdura è importante per avere il giusto apporto di fibre, vitamine e altri nutrienti fondamentali per il nostro benessere. Le proprietà benefiche di frutta e ortaggi, però, sono ancora maggiori se si segue la loro naturale stagionalità.

Autunno e felicità
La natura d’autunno

2. Frutta e verdura di stagione sono più gustose.

Oltre a mantenere meglio le proprietà nutritive, i prodotti di stagione sono anche più buoni. La frutta e la verdura locale, che non necessita di sostanze per maturare o di compiere lunghi viaggi per arrivare sulle nostre tavole, è semplicemente più gustosa.

Farci guidare dalla stagionalità dei prodotti per scegliere quali vegetali acquistare ci permetterà di gustare ogni mese prodotti diversi e sicuramente gustosi, con la possibilità di scegliere sempre ingredienti locali.

3. I prodotti di stagione sono più economici.

Tutti i costi che comporta reperire e trasportare i vegetali da lontano fanno aumentare il prezzo del prodotto che acquistiamo. Scegliere frutta e verdura di stagione è quindi il modo giusto per avere maggiore sicurezza di mangiare prodotti naturali, più gustosi e al giusto prezzo.

4. Mangiare di stagione fa bene al pianeta.

Coltivare ogni tipo di prodotto vegetale tutto l’anno, non rispettando il loro naturale ciclo di maturazione, ha un impatto ambientale fortissimo. Coltivare frutti e ortaggi nelle serre richiede una grande quantità di energia, necessaria per riscaldarle e illuminarle. Inoltre, i mezzi utilizzati per trasportare frutta e verdura per lunghe distanze contribuiscono alle emissioni di CO2. Infine, i pesticidi e fertilizzanti usati per agire sul processo di maturazione dei prodotti vegetali sono possibili inquinanti del suolo e delle acque.

Amore per il pianeta
Fa bene al pianeta

La frutta e verdura di stagione da comprare a ottobre.

Mangiare di stagione è semplice, economico e gustoso oltre a fare bene alla salute. Aggiungere frutta e verdura di stagione ai pasti permette di variare la nostra alimentazione e spaziare tra tante ricette diverse e gustose, che ci fanno venire voglia di primavera, estate, autunno e inverno. Cosa c’è di meglio che assaporare il passaggio dall’estate all’autunno con zuppe di lenticchie e fagioli calde e avvolgenti?

Ecco perchè noi di NutriBees cerchiamo di includere nei menù autunnali le delizie che questi mesi ci offrono. Tra i nostri piatti trovi tanti legumi e verdure scelte per farti gustare tutti i sapori di questi mesi autunnali.

Durante il mese di ottobre la natura ci offre una lista lunghissima di prelibatezze che dichiarano la fine dell’estate e annunciano i primi freddi. Ecco gli ingredienti che sanno di autunno che amiamo di più.

fungi porcini
I Funghi

I funghi

Quando pensiamo ai cibi autunnali non possono mancare i funghi, un cibo salutare con diverse proprietà benefiche.

Innanzitutto i funghi hanno poche calorie, infatti sono poveri di grassi e ricchi d’acqua, il che li rende ottimi da includere in diete per perdere peso. In più si consiglia di mangiare i funghi nel periodo che segna il passaggio dall’estate all’autunno perchè contengono selenio, che rafforza il sistema immunitario nel periodo in cui siamo più vulnerabili con i primi freddi.

Oltre alle loro proprietà benefiche i funghi sono buoni! A noi piacciono nei tipici piatti autunnali, con sughi caldi, magari abbinati a una pasta fresca come le Mezzelune Funghi e Tartufo: cremosa pasta ripiena che ti scalda il cuore nelle giornate di pioggia.

Il Cavolo

Il cavolo

Il cavolfiore fa parte della famiglia delle verdure crucifere, note per le loro proprietà. Diversi studi, infatti, hanno evidenziato una connessione tra il consumo di questo tipo di verdure e la riduzione del rischio di cancro all’apparato digerente. Infatti, il solforafano contenuto nel cavolfiore fa all’organismo e per mantenere le sue proprietà si consiglia di cucinarlo velocemente, lasciandolo croccante. Ecco perché per il nostro menù abbiamo pensato al Salmone con Cavolo Croccante e Riso Basmati Integrale.

I ceci

Tra i legumi più amati dell’autunno ci sono i ceci, che si consiglia di abbinare con cereali integrali per un’azione benefica per la salute. Le proprietà dei legumi unite a quelle dei cereali integrali, come il riso integrale o il farro, hanno un effetto di prevenzione contro malattie croniche, alcuni tipi di tumori e malattie al cuore.

Per un piatto bilanciato e salutare noi abbiamo unito le caratteristiche salutari di ceci e riso integrale con quelle delle verdure crucifere, cavoli e broccoli, e degli spinaci in un colorato piatto vegetariano: Gran Verdure con Riso Selvaggio e Ceci Saltati.

Bowl vegetariana
Gran Verdure con Riso Selvaggio e Ceci Saltati

Le lenticchie

Essendo legumi, le lenticchie sono un’ottima fonte di proteine vegetali e aiutano a raggiungere il fabbisogno proteico giornaliero evitando carne rossa e altri alimenti ricchi di colesterolo.

Molti amano i legumi nelle zuppe e nei passati di verdura, noi proponiamo una ricetta con le lenticchie divertente e sfiziosa: Miniburger di Barbabietola e Lenticchie con Finocchi al Sesamo.

Ricette con la zucca
La Zucca

La zucca

Uno degli ingredienti autunnali più amati di cui noi non possiamo proprio fare a meno: colorata, dolce e piena di nutrienti salutari. La zucca, come la carota, è ricca di betacarotene, che fa bene agli occhi e alla pelle. In più la zucca ha poche calorie ed è un ottimo protagonista per la cena perchè facilita il rilassamento prima di dormire.

La nostra idea di cena perfetta? Tagliata di Pollo al Rosmarino con Cubetti di Zucca, a cui abbiamo aggiunto il riso integrale per un piatto perfettamente bilanciato.

Noi di NutriBees mettiamo la salute e il gusto al primo posto quando ideiamo il nostro menù, scegliendo gli ingredienti migliori e inserendo ricette sempre nuove per non farti stancare mai di mangiare sano ed equilibrato.

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La cucina asiatica salutare. Le ricette light da mangiare anche a dieta.

Bacchette Cucina Cinese

Ecco i 5 motivi per cui amiamo la cucina asiatica… e l’amerai anche tu!

Quando si parla di ristorante asiatico si pensa spesso ad abbuffate di sushi, tanto fritto e stomaco appesantito. Non il massimo per chi sta seguendo una dieta e vuole restare in forma. Ma è davvero necessario rinunciare ai sapori dell’estremo Oriente per seguire un’alimentazione sana?

Molte ricette tradizionali asiatiche, in realtà, includono cibi ricchi di fibre, vitamine e ferro come certi tipi di verdura, frutta secca e legumi. Al contrario si trovano raramente la carne rossa e i formaggi, che vengono sostituiti spesso dal pesce o proteine vegetali, migliori per la salute.

Udon di Nutribees

Ma come puoi riconoscere i piatti “light” della cucina asiatica salutare nel menù del tuo ristorante preferito?

Qui troverai i 5 motivi per cui dovresti includere piatti asiatici nella tua dieta, con qualche suggerimento di ricette sane e leggere, per poter gustare i sapori dell’Asia senza sgarrare.

1. Piatti bilanciati con tutti i nutrienti

La base per un’alimentazione sana ed equilibrata è includere in ogni pasto tutti i nutrienti necessari per il nostro organismo. La base per molte ricette orientali prevede la presenza di un cereale come il riso, una fonte di proteine, spesso pesce o carne bianca, e tanta verdura condita con olii di origine vegetale. Per esempio, il Pollo alle Mandorle con Verdure Saltate, famosa ricetta cinese, è un piatto gustoso e salutare della cucina asiatica.

Sushi roll giapponese
Roll di Sushi

2. Ingredienti ipocalorici e con proprietà benefiche

 Un’altra cucina asiatica salutare è quella tradizionale giapponese. Nei suoi piatti troviamo tanto pesce fresco, spesso crudo, che è ricco di Omega 3 e ottimo sostituto della carne rossa per la salute del cuore. Inoltre, le alghe, protagoniste del sushi insieme a pesce e riso, hanno proprietà benefiche per l’organismo. Infatti le alghe sono un’ottima fonte vegetale di proteine, grassi “buoni”, vitamine e sali minerali e sono considerate un “superfood” per i loro effetti benefici sulla salute.

3. Cottura leggera

La tipica vaporiera bamboo è un simbolo della cucina orientale e permette di cuocere i cibi in modo leggero, mantenendo tutte le proprietà nutritive. Un altro strumento ideale per cucinare piatti light è il wok, un tegame usato per preparare ricette tradizionali come il pad thai. Nel wok vengono solitamente saltate le verdure, che rimangono croccanti senza bisogno di aggiungere grassi. Noi di Nutribees le amiamo abbinate agli Udon, gli spaghettini giapponesi, con salsa Teriyaki, Anacardi ed Edamame. Da provare!

4. Tanti piatti vegetariani e vegani

Le cucine asiatiche offrono gustosi spunti per ricette vegetariane e vegane. Infatti, secondo la dieta asiatica gli alimenti da consumare ogni giorno sono cereali, ortaggi e frutta. La cucina indiana, in particolare, include una enorme varietà di piatti “veg”, come il Daal, una zuppa di lenticchie con la curcuma, i cui effetti benefici sono ben noti.

5. Piatti semplici da preparare

 Solitamente soddisfiamo la nostra voglia di cucina asiatica cercando ristoranti orientali, cinesi o giapponesi. Tuttavia molti piatti della tradizione asiatica sono semplici e veloci da preparare anche a casa. Così si possono facilmente controllare le calorie e non esagerare con i condimenti. Se invece la cucina non è il tuo forte o hai poco tempo, dai un’occhiata ai piatti di Nutribees. Questo mese puoi includere nel tuo menù personalizzato due gustose ricette della cucina asiatica salutare.

Wok cucina thailandese
Wok Thailandese

Oltre a poter scegliere tra le tante ricette light che le cucine orientali offrono, ecco qualche suggerimento in più per seguire una dieta sana senza rinunciare al ristorante asiatico.

  • Mangia con le bacchette. In questo modo prenderai bocconi più piccoli e mangerai più lentamente, così ti sentirai sazio prima e non cadrai nella tentazione dell’abbuffata.
  • Ordina una zuppa. Un’usanza tipica orientale è iniziare il pasto con una zuppa. La zuppa di miso, per esempio, è un antipasto tipico per una cena giapponese che placherà il senso di fame senza appesantirti.
  • Evita i fritti e chiedi i condimenti a parte. Non tutte le ricette orientali sono così leggere! Cerca di scegliere piatti light e semplici, aiutandoti con i nostri suggerimenti. Limitando i condimenti poi potrai rendere il piatto più leggero e assumere meno sale e calorie.

Ti abbiamo fatto venire l’acquolina in bocca? Puoi ordinare subito i tuoi piatti orientali e tanti altri nel nostro shop e gustare i sapori dell’Asia in ricette sane e bilanciate.

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Additivi alimentari

additivi alimentari

Come identificare ed evitare gli additivi

Nei paesi industrializzati è semplice, al giorno d’oggi, far sembrare oro anche ciò che non luccica.

Tutto ciò è riscontrabile anche e soprattutto nel settore alimentare, dove, grazie agli sviluppi in ambito tecnico e scientifico, la varietà di stratagemmi che le aziende possono mettere in atto per fare passare un certo alimento per ciò che non è cresce quotidianamente.

In questo contesto si inseriscono gli additivi alimentari: sostanze che vengono aggiunte ai prodotti alimentari per svolgere determinate funzioni tecnologiche, ad esempio per colorare, dolcificare, conservare o migliorare l’aspetto, il sapore, il colore o il profumo del suddetto prodotto.

Essi vengono classificati in base alla loro funzione. Si possono trovare tre macrocategorie di additivi:

1) additivi che aiutano a preservare la freschezza degli alimenti: conservanti, che rallentano la crescita di microbi, e antiossidanti, che prevengono i fenomeni di irrancidimento.

2) additivi che migliorano le caratteristiche sensoriali degli alimenti: coloranti, addensanti, emulsionanti, dolcificanti, esaltatori di sapidità.

3) additivi tecnologici, usati per facilitare la lavorazione degli alimenti, ma che non hanno una specifica funzione nel prodotto finale: agenti antischiuma, anti-agglomeranti…

È bene sapere che per alcuni additivi è fissata una Dose Giornaliera Accettabile (DGA), ossia una quantità che può essere assunta ogni giorno senza riscontrare alcun danno, che viene espressa in mg per kg di peso corporeo per giorno.

Per altri, invece, non vi è un limite alla quantità massima utilizzabile: l’additivo può essere impiegato tanto quanto basta per ottenere l’effetto tecnologico desiderato nel prodotto finale. In questo caso nell’etichetta si troverà la dicitura quantum satis.

Tra gli additivi esistono, però, alcuni che posso essere considerati pericolosi. Essi variano molto in termini di quantità e tipologia, ma la maggior parte di essi è fondamentale per garantire standard di gusto e, in alcuni casi, anche di sicurezza, nei cibi che consumiamo quotidianamente.

Questo fattore dovrebbe influenzare e guidare le nostre scelte: dalla frutta e verdura fresca (che possono essere trattate con cera, ad esempio, per migliorarne l’aspetto e renderle più appetibili alla vista) fino a tutti i prodotti pre-cotti, succhi di frutta, insaccati e formaggi preconfezionati (che hanno preparazioni lunghe e complesse, quindi necessitano di additivi per mantenere le loro caratteristiche e, soprattutto, per proteggere i prodotti dalla proliferazione batterica e dal deterioramento).

Anno dopo anno, le normative europee sulla sicurezza vengono aggiornate per tutelare i consumatori ed è quindi bene tenersi informati per non eccedere con il consumo di additivi, soprattutto quelli considerati pericolosi.  

Valori superiori alla DGA, assunti a lungo, possono favorire l’insorgere di problemi di salute. Le quantità presenti in ogni singolo alimento non vanno specificate sulle etichette, quindi – oltre ad evitare di consumarne il più possibile, in generale – possiamo solamente affidarci ai controlli svolti dal Ministero della Salute in collaborazione con le ASL italiane.

Che problemi possono causare al nostro organismo?

  • I coloranti (presenti principalmente in gelati, caramelle, sciroppi, bibite, liquori, sottaceti, sottolio e marmellate) possono dare allergie e causare sintomi gastrointestinali come nausea e vomito.
  • I conservanti (insaccati, carne in scatola, formaggi, succhi di frutta, vino, birra, frutti di mare) possono dare allergie, irritazioni gastrointestinali e malassorbimento di vitamina B.
  • Gli antiossidanti (marmellate, patatine, olii di semi) possono causare tossicità epatica e carenze di vitamina D.
  • Gli addensanti ed emulsionanti (salse, minestre, carne in scatola, budini) possono causare lesioni gastriche e malassorbimento di calcio.
  • Gli esaltatori di sapidità (alimenti precotti, dadi da brodo, pasta fresca ripiena) possono causare capogiri, mal di testa e palpitazioni.

Nell’etichettatura, gli additivi alimentari devono obbligatoriamente comparire tra gli ingredienti, specificando: la funzione e il codice (Coloranti: da E100 all’E180; conservanti: E200-E297; antiossidanti: E300-E337; acidificanti: E338-E380) oppure la denominazione comune. Se vengono impiegati più additivi appartenenti alla stessa categoria, quest’ultima può essere riportata una sola volta (ad esempio coloranti: E101, E102, E104). Gli additivi vanno menzionati in ordine decrescente rispetto alle quantità presenti nel prodotto finale

additivi

La prima regola da seguire per evitare tutti questi additivi è ovviamente quella di mangiare più cibo fresco possibile. Qualora si acquisti cibo confezionato o lavorato, preoccupatevi di controllare che gli ingredienti siano pochi e facilmente riconoscibili. In caso contrario, quello che state acquistando non è un alimento, bensì un miscuglio creato ad arte in un laboratorio chimico per risultare appetitoso.

Nella nostra società, caratterizzata da una vita frenetica e sempre in movimento, è difficile, però, trovare il tempo per recarsi al mercato, scegliere frutta e verdura dagli agricoltori fidati, dedicarsi ai fornelli e creare piatti sfiziosi e appetitosi, soprattutto se si ha un lavoro full time.

In questo contesto, Nutribees risulta l’alleato perfetto di tutti. Ci rivolgiamo infatti specialmente a tutti quelli che vogliono mangiare sano, ma che, per ragioni spesso lavorative, non hanno tempo di cucinare.

Per i nostri piatti utilizziamo esclusivamente ingredienti freschi. Le nostre ricette gourmet sono studiate e preparate dai nostri chef per garantire bontà ed un corretto bilanciamento di nutrienti utilizzando tecniche di cucina che non prevedono l’utilizzo di conservanti e additivi.

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Percebes: cosa sono e dove mangiarli

Percebes

Mai sentito parlare dei percebes?

Se siete approdati a questa pagina è perchè probabilmente vi siete imbattuti in una foto dall’aspetto dinossauresco o perchè avete appena letto in un menù galiziano o portoghese questo ingrediente e volete assolutamente saperne di più. La domanda è lecita anche perchè trovare il Percebes sulle nostre tavole italiane è pressochè impossibile e per questo anche nel nostro menù NutriBees non è presente ne probabilmente lo sarà mai visto il difficile reperimento di questo ingrediente di mare.

Cos’è il Percebes e dove si trova?

Venendo alla definizione scientifica simil wikipedia, il Percebes è un crostaceo molto caratteristico riscontrabile principalmente nelle coste della Galizia o del Portogallo dove viene “raccolto” da appositi pescatori chiamati Perceberos che armati di muta e coltellino si calano sulle rocce per raccogliere questi pregiati abitanti dell’Atlantico. Vista la difficoltà di raccolta, spesso il costo sia in pescheria che al ristorante è abbastanza elevato (comunque sempre meno che una classica aragosta per intenderci, tranne per i più pregiati per cui si può arrivare anche ai 100euro al chilo) ma vale la pena provarlo se si è amanti delle specialità di pesce e soprattutto si è curiosi di sentire un alimento che difficilmente ci ricapiterà di trovare comodamente sulle nostre tavole.

Video sulla raccolta del Percebes in Galizia

Che sapore hanno i Percebes e come cucinarli?

Il sapore di questo crostaceo ricorda quello di un mollusco anche senza la consistenza può ricordare quella di un gamberetto. La loro modalità di preparazione è molto semplice in quanto, una volta puliti dalle alghe di cui sono avvolti vivendo sulle rocce, possono essere gettati in acqua bollente come se fossero una classica pasta italiana: l’unica differenza è la non necessità di salare l’acqua visto che il sapore dei percebes è già molto carico e “marino” di suo senza altre aggiunte. Una volta cotti, i percebes possono essere gustati semplicemente spezzandoli e ciucciando l’interno di queste simil-zampe fino a che non rimarrà solo la parte più solida che ovviamente non va mangiata. Per i più golosi e meno amanti del sapore intenso di mare, è possibile abbinare una salsa delicata come la tipica aioli spagnola

Proprietà nutrizionali dei Percebes

A differenza da altri crostacei, i percebes hanno un basso contenuto di colesterolo e scarso apporto energetico ma è rilevante il contenuto di calcio, ferro e iodio.

Se voleste approfondire l’argomento qui trovate un approfondimento

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Dragoncello: una pianta aromatica da scoprire

dragoncello

Scopriamo insieme cos’è e come si usa in cucina il dragoncello!

Non parliamo di draghi o di animali leggendari, ma bensì di piante aromatiche: il dragoncello è una pianta aromatica dal sapore deciso (simile a rafano, menta e prezzemolo) che viene usato in molte preparazioni, spesso senza conoscerne bene il nome o le caratteristiche.

Pensate infatti che è la base per salse molto usate come la bernese e la tartara ed è utilizzatissimo in Francia e in Russia.

Il suo nome ha delle origini discusse e molto caratteristiche: c’è chi dice che il nome derivi dalla forma delle sue radici che ricordano dei serpenti attorcigliati e invece chi dice che il nome derivi dal fatto che venisse usato per curare i morsi dei serpenti.

Può essere utilizzato sia fresco che essiccato. Se fresco ha un sapore molto più intenso e deciso, mentre l’essiccato è più semplice da trovare ma perde parzialmente il suo sapore.

Usi in cucina

Il dragoncello è una spezia dai mille usi: può sostituire sale e pepe o essere una valida alternativa a cerfoglio, timo, erba cipollina, ed erbe aromatiche varie. Viene spesso usato nei mix aromatici con basilico e origano.
E’ inoltre ideale per esaltare il gusto di formaggi, carne e pesce o qualunque tipo di verdura, panatura o insalata.

Come detto precedentemente il suo uso principale è nelle salse, ma può essere aggiunto ottimamente nei ripieni di pasta o sfoglie per aggiungere un tocco di sapore in più.

Rappresenta inoltre una delle spezie più usate per l’aromatizzazione di oli, aceto o burro.

Proprietà

Come molte erbe aromatiche il dragoncello ha moltissime proprietà benefiche: è un ottimo digestivo (spesso se ne fa un buon liquore), è un anti-infiammatorio naturale riducendo in particolar modo le infiammazioni della bocca (gola e denti).

Presto comparirà anche nel menù settimanale di NutriBees.

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La curcuma fa bene?

curcuma

Scopriamo insieme tutte le proprietà benefiche della curcuma

Curcuma, una delle spezie più chiacchierate e più utilizzate del momento, addirittura classificata come un superfood nella “bibbia” dei superfood di Sue Quinn, per via delle sue tantissime proprietà benefiche.

Originaria del Sud Est Asiatico, è molto diffusa nella cucina asiatica (è la base del masala, la forma originale del curry) e conosciuta spesso come zafferano delle indie, per via del suo colore giallo.

E’ molto diffusa ultimamente in particolare per via del riconoscimento scientifico delle sue tante proprietà:

  • Antiffiammatoria e antidolorifica
  • Protettiva verso il fegato
  • Digestiva
  • Benefica per il sistema nervoso
  • Anti-diabetica
  • Detox
  • Rinforzativa il sistema immunitario

Secondo la fondazione Veronesi, la curcuma ha molte proprietà estremamente positive per l’organismo:“La curcumina, dunque. Sembra influire sulla modulazione dello stato infiammatorio che è alla base di obesità, diabete, disturbi cardiovascolari e tumori. Infine, sul capitolo tumori, la curcuma potrebbe avere un qualche effetto positivo dato lo stretto legame del cancro con lo stato infiammatorio alterato e lo stress ossidativo e date le potenziali proprietà antiossidanti e antinfiammatorie di questa spezia.”

L’ideale sarebbe assumerne tra i 3 e i 5 grammi al giorno per poter sfruttare pienamente le sue proprietà.

Come usarla?

Il modo migliore per usarla è sicuramente aggiungerla a crudo, cioè proprio a fine cottura, per mantenere il più possibile intatti i proncipi nutritivi, si consiglia spesso di associarla con un po’ di pepe o di olio d’oliva.

Gli abbinamenti sono davvero innumerevoli in quanto con il suo gusto molto delicato è adattabile all’arricchimento di molte ricette.
Come il peperoncino, la cannella e lo zenzero è davvero una spezia dalle mille proprietà ideale per migliorare la nostra salute ed alimentazione!

A fine pasto (con la curcuma) aggiungete una tisana con lo zenzero per perfezionare al meglio gli effetti delle spezie.

Le ricette con la curcuma di NutriBees

Bocconcini di pollo con timo e curcuma, accompagnati da riso rosso integrale e rape alla romana.
Squisiti bocconcini di pollo locale cucinati con timo e curcuma.

curcuma ricette

Paella di quinoa con curcuma e daikon: un rifacimento del classico piatto spagnolo in chiave vegana e superfood!

curcuma ricette

Scopri tutte le nostre ricette nel nostro menù aggiornato!

Ascoltiamo anche la nutrizionista Laura Onorato (già inserita nella nostra top 3 dei nutrizionisti a Milano) che ci spiega i benefici della curcuma!

Fun Fact: nella cultura indiana è utilizzata in tantissimi modi e spesso come colorante per tessuti, in quanto se ne estrae la curcumina, uno dei principali coloranti vegetali.
In alcune regioni è invece utilizzata persino nell’ambito delle complesse cerimonie che precedono il matrimonio indiano.

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La quinoa contiene glutine? Le proprietà di questo supercereale

quinoa tricolore

La quinoa contiene glutine?

La quinoa è uno tra gli pseudocereali più in voga negli ultimi anni grazie alle sue proprietà “miracolose” e, rullo di tamburi, è adatta anche ai nostri amici celiaci!
La quinoa infatti non contiene glutine e può essere quindi utilizzata anche da persone celiache per preparare e gustare ricette succulenti come quelle presenti nel nostro menù.
In un precedente articolo abbiamo parlato di come cucinare la quinoa, oggi ci concentriamo invece sulle sue proprietà.

Soprannominato anche il supercereale degli Incas per le sue proprietà e per la sua origine sudamericana, la quinoa è infatti un alimento particolarmente ricco di proprietà ed è la fonte di alimentazione primaria delle popolazioni sudamericane che da sempre lo pongono alla base della loro alimentazione (come il riso in Cina).
La quinoa non può essere considerato propriamente un cereale e viene definito per l’appunto pseudocereale o supercereale in quanto nelle sue proprietà ritroviamo sia quelle classiche dei cereali sia quelle degli alimenti proteici: mangiare un piatto completo di quinoa, legumi e verdure ad esempio ci fornisce tutte le proprietà per un pasto completo e bilanciato.
L’aggiunta di un superfood come goji, semi di girasole, semi di lino potrebbero poi completarvi il piatto con un tocco di colore e di proprietà nutrizionali.

Nel nostro menù, proponiamo la quinoa in diverse ricette tra cui alcune che vi riportiamo di seguito

  • Paella di quinoa alla curcuma con verdure fini
  • Quinoa tricolore con bacche di goji e verdure fini
  • Quinoa tricolore con uvetta e verdure miste
  • Quinoa tricolore con batata

Le combinazioni culinarie in cui inserire la quinoa sono pressochè infinite e starà solo alla vostra fantasia saper trovare le modalità con cui cucinare questa pietanza che vi ricordiamo non contiene glutine.

Se vi fosse piaciuto questo articolo continuate a leggere il nostro blog o visitare il nostro sito partendo magari dal nostro test nutrizionale gratuito.

 

 

 

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Quinoa: come cucinarla e usarla nelle ricette

quinoa ricette

Come usare la quinoa per fantastiche ricette

La quinoa, sebbene da molti considerata un cereale, è una pianta erbacea originaria dell’America del Sud, definita grano de oro dagli indigeni locali che ne avevano compreso le proprietà benefiche quasi a considerarla un alimento divino, tant’è che oggi è considerata un superfood, un alimento ricco di proprietà benefiche per l’organismo: il 2013 è stato dichiarato dalla FAO “l’anno della quinoa” proprio per far conoscere al mondo e diffondere le importanti proprietà di questa pianta.

Essendo una pianta erbacea, ha caratteristiche diverse dalla gran parte dei cereali: non contiene glutine (ed è quindi adatta nelle diete per celiaci o intolleranti al glutine), ha un basso indice glicemico e pochi carboidrati (rispetto ai normali cereali), è ricca di proteine e fibre, non contiene nichel ed ha meno calorie dei normali cereali.

Essendo un alimento proveniente da lontano, conviene comprarla biologica, sciacquarla molto bene (conviene mantenerla in ammollo per circa 20/30 minuti) e cucinarla in acqua bollente per altri 15-20 minuti. Come vedete può essere molto dispendioso in termini di energie, per cui potete controllare quali ricette ci sono su www.nutribees.com e ordinarle direttamente a casa!
Alcune delle ricette includono: quinoa tricolore (composta da tre tipi diversi di pianta) con verdure e patata viola, una paella vegana con la quinoa al posto del riso oppure solo come contorno ad una ottima tagliata di tacchino con funghi e fagiolini.

Se invece avete voglia e tempo di cucinare ecco alcune idee per delle ricette:
– Verdure ripiene: una volta cucinata la quinoa, fatela soffriggere con dei pomodori. Fate raffreddare il tutto e riempite dei peperoni puliti e aperti e metteteli poi in forno a 180° per circa 30/40 minuti.
– Quinoa con avocado e asparagi: Bollitela insieme agli asparagi, prepatate poi l’avocado come preferite: vellutata o tritandolo. Mescolando il tutto avrete una ricetta nuova dai sapori innovativi!

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Lo zenzero: Come prepararlo?

zenzero come prepararlo

Lo zenzero: come inserirlo nelle tue ricette

Lo zenzero è una delle radici più in voga del momento, originario dell’Asia ma ormai facile da trovare ovunque, è ottimo per le sue proprietà depurative.
E’ infatti un ottimo digestivo, calmando lo stomaco e l’intestino: spesso viene servito dopo cena o tra le portate per aiutare la digestione e per “sciacquare” la bocca dai vecchi sapori.
Avendo proprietà anti-infiammatorie è un buon rimedio anche contro raffreddore, mal di gola e sintomi influenzali: mangiarne un pezzettino serve a calmare immediatamente il bruciore alla gola.
E’ anche dimostrato avere un effetto positivo contro il senso di nausea, riducendolo completamente: portatelo con voi nei viaggi in macchina o in mare!

Essendo una radice le modalità di preparazione sono molteplici:
Si può tagliuzzare o affettare se si desidera una certa consistenza nelle ricette: piccoli pezzettini possono dare un sapore più deciso alla pasta o al riso, mentre pezzi più grandi vanno meglio per tè/tisane.
Si può grattuggiarlo in zuppe o in passate per aggiungere un aroma forte e fresco alle creme, senza avere la consistenza dei pezzi solidi.

Vista la sua ecletticità in cucina e il sapore versatile e deciso lo zenzero può essere usato nella preparazione di tantissime ricette e bevande, scopriamone alcune insieme:

  1. Tisana: basta immergere un pezzo di zenzero (sbucciato) in una tazza di acqua bollente per circa 15 minuti.
  2. Candito: basta far cuocere zenzero, acqua e zucchero insieme. Quando l’acqua evaporerà potrete toglierlo, raffreddarlo e gustarlo.
  3. Biscotti: Tipici biscotti natalizi, molto diffusi nei paesi del Nord e Anglosassoni, si fanno con l’aggiunta di polvere di zenzero
  4. Zuppa con zucca: un contorno agrodolce molto interessante da mettere a tavola specie nelle stagioni fredde.
  5. Centrifugati: è ideale in molti centrifugati per aggiungere quel senso di freschezza e frizzantezza
  6. Pasta: Provate ad aggiungerlo tritato in cima ad un classico “spaghetti aglio e olio”!

Scopri lo zenzero nelle ricette di NutriBees!

 

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Dieta senza latticini: fa bene vivere senza?

dieta senza latticini

A dieta senza latticini: effetti e problematiche

A dieta senza latticini: normalissimo per chi soffre di intolleranza al lattosio (secondo la Us National Library of Medicine, il 65% della popolazione ha problemi con il latte), meno normale per tutti coloro che normalmente usano latticini nella loro alimentazione.
Ma farebbe bene eliminare i latticini dalla propria dieta?

La correlazione tra perdita di peso e consumo di latticini non è mai stata scientificamente provata, ma una dieta senza latticini favorisce sicuramente una digestione più semplice riducendo il senso di gonfiore che si può avere quando vengono consumati.
Inoltre contenendo molti grassi e zuccheri sono tra i primi alimenti che si consiglia di evitare o di ridurre in un regime di dieta o in un regime detox al fine di disintossicare l’organismo.
Porzioni consigliate possono essere due al giorno di yogurt o latte e massimo tre porzioni (50g) a settimana di formaggio, meglio se fresco.

Una riduzione dei latticini porterebbe anche un effetto positivo sulla pelle, rendendola migliore e più luminosa, specie in casi di acne o imperfezioni cutanee. Questo perchè i latticini stimolano la produzione di sebo sulla cute e sul cuoio capelluto.

D’altro cante eliminare i latticini dalla dieta di chi ne fa abitualmente uso potrebbe causare delle carenze, specie di proteine e di calcio.
Perciò eventualmente sarebbe importante trovare fonti proteiche alternative (legumi, uova, pesce) e fonti di calcio come verdure verdi (spinaci, broccoli, cavolo).

In conclusione una dieta senza latticini non sembra essere problematica, a patto che vengano consumati cibi alternativi per garantire un apporto completo di nutrienti: per gli intolleranti ovviamente il consiglio è di usare alimenti delattosati o sostituirli con tofu e soia.
Il latte può essere anche sostituito da bevande a base vegetale come latte di soia, di mandorla e di riso.
Attenzione inoltre: formaggi stagionati (come il parmigiano) vengono privati totalmente del lattosio durante il processo di stagionatura.