Health & Wellness

Il latte fa male? Cosa ci dicono gli ultimi studi

latte fa male

Scopriamo insieme cosa dicono gli ultimi studi scientifici riguardo la bontà o meno di consumare spesso latte e latticini

Come ogni argomento caldo che si rispetti in tema di alimentazione, anche il consumo di latte e latticini è stato nel corso degli anni al centro di numerosi dibattiti che spesso hanno creato confusione riguardo la dannosità o meno di consumare latte e latticini anche una volta superata la fase di svezzamento. In sintesi: consumare il latte fa male?
La tesi “storica” contro il consumo di questi prodotti sostiene che l’uomo sia l’unico animale che, una volta superato lo svezzamento, continui a consumare il latte approvvigionandosi da altri animali mentre quella a favore sostiene che l’uomo dall’inizio dei tempi ha sempre avuto questo comportamento ed è quindi ormai diventato “naturale”.

Aldilà del tema storico nel corso degli anni si sono succeduti numerosi studi scientifici, più o meno fondati, che hanno a volte demonizzato a volte esaltato i benefici del consumo di latte e latticini e reso difficile trovare una risposta alla nostra domanda iniziale: il consumo di latte fa male o no?
Per rispondere a questa domanda, Fondazione Veronesi ha pubblicato negli ultimi anni numerosi studi ed editoriali in cui risponde alle principali domande relative a questa domanda per chiarire i dubbi e smontare falsi miti creati nel corso degli anni arrivando a concludere che all’interno di una alimentazione bilanciata basata principalmente su cereali integrali, verdura, frutta, proteine vegetali, pesce e olio extravergine d’oliva, il consumo di latte in quantità moderate non fa male.

A questo link potete leggere un reportage completo e le risposte, sempre tratte da studi di Fondazione Veronesi, a 10 domande “classiche” riguardo al consumo di latte.

Nel nostro menù abbiamo comunque deciso per il momento di non inserire latte e latticini per una serie di motivi tra i quali: la facilità di reperibilità di questi prodotti in qualsiasi supermercato, la possibilità di consumarli spesso anche senza particolari cotture o lavorazioni, l’abitudine di consumarli già molto spesso a colazione o durante gli spuntini, la presenza di tante persone intolleranti a questi prodotti.

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