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Cibi Afrodisiaci: quali sono?

cibi afrodisiaci

Cibi Afrodisiaci

I cibi afrodisiaci sono da sempre al centro di studi e dell’interesse di tutti.
Ma quali sono e che effetti hanno sull’organismo i più comuni cibi afrodisiaci?

Definizione di “cibi afrodisiaci”

Per cibi afrodisiaci si intende tutti quegli alimenti che innescano sensazioni di piacere nel corpo, stimolando la sensualità di uomo e donna. Ovviamente importante è anche la componente psicologica legata al consumo di questi alimenti, ma analizziamo i più conosciuti.

Peperoncino: Tra i cibi afrodisiaci il più conosciuto è sicuramente quello più adatto alla vostra serata piccante: il peperoncino. La capsicina del peperoncino agisce da vasodilatatore attivando la circolazione verso le parti periferiche del corpo: da qui la sensazione di caldo che si avverte consumandolo.
Cioccolato: Immancabile. Quale cena romantica non si conclude con un dolce di cioccolato o con dei cioccolatini?
Secondo la rivista Neuro Regulation, il cioccolato è infatti uno stimolante naturale, che serve ad alzare il livello d’attenzione e la pressione sanguigna.
Zenzero: Utilizzato in Cina come viagra naturale, questa radice di origine asiatica ha un effetto simile a quello del peperoncino portando un decisa sensazione di calore, specialmente nell’uomo.
Zafferano: Tipico della cucina milanese, il re delle spezie è associato all’amore fin dall’antica grecia, tantè che secondo la leggenda il fiore dello zafferano non è altro che un giovane innamorato trasformato da Zeus per poter stare più vicino al suo amore.
Fun Fact: il nome deriva dall’arabao zaf’aran che vuol dire giallo!
Asparagi:
è addirittura il Kamasutra a consigliarli come soluzione al calo del desiderio. La scienza non ne ha mai confermato queste qualità che venivano anche riconosciute in epoca rinascimentale.
Mandorle: 
Secondo la Coldiretti e’ uno dei cibi cardine per le coppie. Ne basterebbero 30 grammi al giorno per stimolare fertilità e passione. Infatti si usa donare confetti di mandorla per battesimi e matrimoni per augurare prosperità.
Fun Fact: nel Medioevo la mandorla era uno degli ingredienti principali nei filtri d’amore!

Quale dei piatti NutriBees può accendere il desiderio?

 

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Dieta online

dieta online

Dieta Online, Cos’è e come farla?

Una dieta online: con l’avvento di internet e dell’era del web diversi servizi e consulenze si sono mossi verso una sempre maggiore digitalizzazione delle loro attività e dei loro canali, al fine di offrire alternative digitali alle classiche visite o incontri con professionisti faccia a faccia.
E quindi anche il mondo della nutrizione e delle diete hanno cercato di digitalizzarsi in diversi modi offrendo una vasta gamma di servizi e consulenze.

Consulenze su dieta online

Il primo tipo di sviluppo è stato quello di offrire un servizio di consulenza nutrizionale a distanza: utilizzando strumenti di videochiamata (come Skype) il nutrizionista può parlare e vedere in tempo reale il paziente e capire le sue necessità in modo più dettagliato.
Il vantaggio ovviamente è quello di poter fare una visita ovunque si voglia, anche in orari non ottimali. Di contro il professionista non può misurarne le circonferenze e il peso, e deve perciò affidarsi alle misurazioni fatte dal paziente.
Ovviamente questo sviluppo è il meno innovativo e non porta alla redazione di una vera e propria “dieta online” ma più ad un consulto nutrizionale tramite videochiamata e non molto diverso da quello che si potrebbe fare telefonicamente.

Test Nutrizionale Online

Il vero cambiamento arriva grazie a servizi che utilizzano internet durante tutto il processo.
Si parte generalmente da un test nutrizionale online che attraverso diverse domande riguardanti la condizione generale (età, altezza, peso), lo stile di vita e le abitudini alimentari elaborano un feedback in tempo reale fornendo il fabbisogno giornaliero calorico e l’indice di massa corporea.
Inoltre inserendo alcune misure di circonferenza forniscono anche dei dettagli aggiuntivi sulle misure ideali, sul peso forma e sullo stato di salute.
Infine questi servizi consigliano direttamente quali ingredienti consumare o meno in base alle necessità nutrizionali e in alcuni casi arrivano a stilare una dieta online personalizzata.

Affidabilità delle diete online

Ovviamente essendo il dimagrimento uno degli obiettivi più gettonati, i siti dedicati al dimagrimento e alle diete hanno spopolato: ci sono circa 80 milioni di risultati di ricerca su Google digitando “dieta”.
Il problema con una scelta così vasta è ovviamente l’affidabilità dei siti e delle informazioni in essi contenute: da un’indagine è emerso che ben il 64% degli italiani è finito su uno di questi siti, il 25% senza verificare la serietà del metodo.

Il modo migliore per verificare l’affidabilità di un sito di dieta online è sicuramente verificare chi c’è dietro il programma e verificare anche con la community (in questo caso Facebook può essere utile).
Ancora meglio è contattare direttamente il sito e farsi dare tutte le informazioni del caso per poter decidere liberamente.
Diffidate inoltre dai siti nutrizionali che consigliano solo il consumo di integratori o barrette.

Pro della diete online

Stilare una dieta digitalmente ha chiaramente alcuni vantaggi:

  1. Il costo: fare un test online da casa, sul proprio smartphone, tablet o pc è sicuramente meno dispendioso che recarsi da un professionista e pagare la tariffa oraria. Inoltre molti dei servizi che offrono questi test sono gratuiti.
  2. La rapidità: la compilazione di un questionario nutrizionale può andare dai 5 ai 10 minuti, sicuramente inferiore rispetto al tempo utilizzato per andare ad un appuntamento e per svolgere la visita.
  3. La comodità: Volendo si può compilare il questionario dal divano di casa, sicuramente una soluzione comoda e pratica per chi vuole sapere il suo stato nutrizionale.
  4. La community: Nonostante circa l’80% delle diete sul web non sia supervisionato da professionisti, sembra che i risultati siano simili o migliori rispetto alle diete classiche.
    Infatti uno studio del centro di riabilitazione nutrizionale Aidap ha studiato che chi segue una dieta telematica perde circa 3% di peso in più rispetto agli altri, mantendo inoltre il peso per più a lungo.
    Ma Perchè?
    Sembra che il motivo principale sia dovuto alla creazione di una comunità: la condivisione tramite chat, blog e altri strumenti dei propri obiettivi e di come sta procedendo il programma aiuta decisamente la motivazione, ingaggiando gli utenti tramite competitività e responsabilizzazione.
  5. Il “controllo”: Mancando il controllo classico del nutrizionista, NutriBees oltre a realizzare un test nutrizionale gratuito, offre anche l’opzione di ricevere a casa i piatti per raggiungere gli obiettivi indicati nel questionario.
    Ovviamente implicitamente quando l’utente/paziente acquista direttamente i prodotti per una “dieta” e li riceve settimanalmente, il controllo su cosa mangia è molto più semplice rispetto a quando egli è libero di acquistare e preparare da sè le ricette consigliate.
    In più il meccanismo psicologico di aver pagato per avere dei piatti induce più facilmente il paziente ad attenersi al regime alimentare consigliato.

Contro della dieta online

L’unico contro delle diete online è secondo noi la presenza di patologie: in caso di patologie è sempre meglio contattare lo specialista nutrizionale per una verifica più approfondita della situazione. Ovviamente le diete online sono sconsigliate per persone con patologie gravi che richiedono un supporto medico diretto.

Ovviamente poi una dieta online sarà sempre meno approfondita rispetto ad una derivata da una visita specialistica, per cui se si ha desiderio di conoscere in profondità il proprio stato nutrizionale si consiglia sempre di fare una visita di persona con un professionista.
Gli strumenti digitali sono invece indicatissimi per chi vuole sapere in modo generico cosa mangiare e cosa no e vuole indicazioni più generali.

Infine riteniamo questi portali uno strumento utile per la diffusione dell’idea corretta di nutrizione e per una maggiore sensibilizzazione nei confronti del cibo sano e bilanciato.

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Il glutine fa ingrassare?

glutine fa ingrassare?

Il glutine fa ingrassare?

Facciamo chiarezza: il glutine fa ingrassare?
Molti ci chiedono se una dieta senza glutine faccia dimagrire, per cui vogliamo chiarire questo dubbio.

Cos’è il glutine?

Il glutine è una proteina del frumento e dei cereali affini, contenuta quindi anche in tutti gli alimenti che li contengono come ad esempio: farina, la pasta e tutti i prodotti da forno.
Nonostante il suo valore nutritivo sia basso, ha delle caratteristiche che facilitano la lavorazione delle farine: permette, infatti, di ottenere un migliore impasto, garantendo così che pane e prodotti dolciari riescano consistenti e croccanti.

Perché tante persone hanno difficoltà a digerire il glutine?

Spesso un’intolleranza è dovuta a fattori genetici, ma le sue cause potrebbero anche essere attribuibili al sistema immunitario, a malattie infettive o all’alimentazione. In ogni caso, bisogna distinguere tre tipi di introlleranze: la celiachia, la sensibilità al glutine e/o al frumento e l’allergia al frumento.
Ognuna ha diversi tipi di sintomi e di difficoltà, per cui non vanno trattate nello stesso modo.

Il glutine fa ingrassare?

Sebbene sia opinione diffusa che una dieta con glutine faccia ingrassare, nel 2017 l’AIC (Associazione Italiana Celiachia) ha rilasciato un importante comunicato stampa contenente uno studio su una vastissima gamma di prodotti senza glutine valutandone gli effetti sull’individuo.
E’ emerso che i prodotti senza glutine non fanno ingrassare, ma non fanno neanche dimagrire.
Lo studio infatti prova che non c’è differenza nel contenuto nutrizionale degli alimenti con o senza glutine in termini di calorie, grassi, proteine e carboidrati.

Gli alimenti per celiaci non devono essere demonizzati perché sono comparabili agli analoghi convenzionali di produzione industriale, né vanno inseriti nella dieta pensando che siano più salutari o perfino dimagranti: sono sostanzialmente sovrapponibili – osserva Giuseppe Di Fabio, Presidente AIC – “Alcune piccole differenze ci sono, ma non sono sempre a discapito dei prodotti gluten free che anzi a volte presentano valori nutrizionali migliori: i contenuti di nutrienti “critici” come zuccheri semplici e grassi sono sovrapponibili  e le eventuali, piccole diversità di qualche eccezione che si discosta dalla media non risultano significative sotto il profilo pratico”

In conclusione è evidente come studi scientifici dimostrino il fatto che il glutine non faccia ingrassare, e che quindi una dieta priva di glutine non faccia nemmeno dimagrire.

Per cui si consiglia di non evitare gli alimenti contenenti glutine a meno che non si soffra di intolleranze.
NutriBees offre piatti senza glutine, non adatti però a chi soffre di celiachia in quanto prodotti in un unico stabilimento.

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Dieta per Addominali

dieta per addominali donna

Dieta per addominali scolpiti

Per avere degli addominali ben definiti è ormai ben noto che è fondamentale seguire una corretta dieta, facendo molta attenzione a cosa si mangia!
Sembra infatti che l’alimentazione sia critica nello sviluppo dei muscoli addominali: una dieta per addominali va ovviamente unita ai giusti esercizi per avere gli effetti sperati: cercare di fare molta attività aerobica per bruciare i grassi, evitando che si depositino sull’addome e ovviamente fare esercizi mirati al rinforzamento del tronco.

Dieta per addominali scolpiti: cosa mangiare

Cercare di prediligere le proteine: per ogni kg del nostro peso dovremmo assimilare circa 1,5g di proteine al giorno, meglio se “buone” (carne bianca o proteine vegetali) e accompagnandole ad una robusta dose di verdure.
Per gli spuntini ideali sono yogurt e frutta secca; se si ha molta fame ci si può buttare su insalatone e minestroni.
Bere molta acqua: il livello consigliato è circa 1,5l al giorno, fino a 2 di Estate; se piacciono poi consigliamo anche di consumare molte tisane, infusi, tè e spremute di frutte (senza zuccheri aggiunti).

Dieta per addominali scolpiti: cosa non mangiare

Ovviamente va limitato il consumo di grassi, insaccati, carne rossa e latticini che hanno la tendenza a depositarsi come grasso.
Consigliata è anche la riduzione dei carbodraiti ad alto indice glicemico (pane e cereali raffinati) preferendo cereali integrali.
Inoltre da evitare ogni bevanda zuccherata, alcolica e alimenti con zucchero aggiunto.

Dieta per addominali scolpiti: menu d’esempio

Per essere più chiari, ecco un menu giornaliero d’esempio su cosa mangiare durante una dieta volta al delineamento degli addominali:

  • Colazione: una tazza di latte parzialmente scremato, 20g di fette biscottate integrali e una tazzina di caffè;
  • spuntino: frutta;
  • pranzo: Un cereale integrale condito con salsa semplice e una fetta di carne bianca
  • merenda: yogurt e frutta secca;
  • cena: Una fettina di pollo oppure pesce cotto al vapore (le quantità dipendono dal vostro fabbisogno) con verdure grigliate e un filo d’olio a crudo.

Molti dei piatti NutriBees possono essere utili nel seguire una dieta di questo tipo.
Scoprili nel nostro menù.

 

 

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Cereali senza glutine : quali sono e come utilizzarli

cereali senza glutine

Cereali senza glutine che può consumare anche un celiaco

Negli ultimi anni sempre più persone scoprono di avere un’intolleranza al glutine e una delle problematiche più comuni a cui vanno incontro è sicuramente il cambio della propria dieta. E’ opinione diffusa che il fatto di non poter consumare glutine limiti in maniera quasi totale il consumo di cereali ma per fortuna non è così in quanto esistono numerosi, e ottimi, cereali senza glutine che possono essere preparati e cucinati sulle nostre tavole.

Iniziamo facendo chiarezza riguardo quali sono i cereali che contengono glutine.
Essi sono: frumento, farro, orzo, avena, segale, spelta.

Ovviamente è inutile negare che l’impossibilità di mangiare il frumento tagli fuori numerosi preparazioni che troviamo solitamente nei supermercati o nei ristoranti ma non disperate: il numero di cereali senza glutine è altrettanto corposo e offre la possibilità di preparare gustose preparazioni gourmet.
I principali cereali senza glutine sono: riso, grano saraceno, miglio, amaranto, sorgo, mais, manioca, teff.
Tra questi il riso è sicuramente il cereale più conosciuto nonchè l’alimento senza glutine più utilizzato al mondo specialmente nei paesi asiatici. Il grano saraceno, il miglio e l’amaranto sono invece sicuramente meno consumati ma sono stati recentemente riscoperti dalla cucina internazionale e sempre più impiegati in ricette healthy e gourmet. Oltre alla versione base di questi cereali, esistono inoltre preparati a base di questi cereali senza glutine (come ad esempio le farine) che sono facilmente reperibili e possono essere utilizzate per preparare pane, pizza e dolci adatti anche a chi soffre di problemi di celiachia.

Oltre ai veri e propri cereali senza glutine, esistono altri pseudo cereali come ad esempio la quinoa che non possono essere definiti un vero e proprio cereale ma di fatto contengono molte delle proprietà presenti in questa tipologia di alimenti.

Nel menù di NutriBees , nonostante l’impossibilità di garantire per il momento la totale non contaminazione del laboratorio, cerchiamo sempre di offrire alternative senza glutine utilizzando sia la quinoa sia cereali senza glutine in varie salse: alcune delle ricette più apprezzate sono sicuramente le quinoa con uvetta e bacche di goji, le polpette di miglio e le bowl di grano saraceno con verdure di stagione. Queste ricette vengono solitamente molto apprezzate sia da celiaci che non in quanto bilanciate dal punto di visto nutrizionale e differenti dal solito piatto di pasta.

Se siete nella condizione di poter mangiare solo cereali senza glutine non disperate quindi: un mondo di gusto e ricette vi aspetta!

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Lifestyle

Cottura Sous Vide: in cosa consiste e vantaggi di utilizzarla

sous vide

Perchè la cottura Sous Vide è diventata l’ultima moda negli ultimi anni e perchè dovrebbe interessarci provarla

La cottura Sous Vide è sicuramente uno dei trend che ha preso più piede negli ultimi anni nel mondo della cucina spinto sia dall’utilizzo massiccio fatto da chef di primo livello sia dall’abbassamento dei costi delle attrezzature necessarie per replicare questo tipo di cottura anche nelle nostre case. Negli ultimi anni infatti non esiste chef stellato al mondo che non abbia all’interno della sua cucina l’attrezzatura necessaria per praticare questa tipologia di cottura che utilizza più o meno frequentemente per trattare pregiati ingredienti prettamente animali.
L’etimologia del nome è molto semplice e non è altro che il nome francese per indicare la cottura in sotto vuoto: con questo termine si vanno ad indicare materie prime che vengono cucinate in condizioni di temperatura controllata all’interno di buste ad-hoc.

A livello storico, si hanno i primi segnali di questa tipologia di cottura già da alcuni secoli fa ma è solo dagli anni ’60 che il sous vide è stato ripreso nell’ottica di migliorare la shelf-life dei prodotti (ad esempio per missioni della Nasa) potendo praticare inoltre una cottura più omogenea e stabile.
I principali vantaggi della cottura in sous vide sono infatti la possibilità sia di avere una cottura a puntino del prodotto sia la conservazione dei liquidi degli ingredienti che in una normale cottura andrebbero persi nel recipiente di cottura. Le pietanze per cui solitamente viene impiegata questa tipologia di cottura sono le carni rosse ma questa tecnica è sicuramente utilizzabile anche con il pesce e le verdure: il tessuto dell’alimento non viene danneggiato e la cottura sous vide fa esaltare i sapori della materia prima.

Proprio la tipologia di preparazione degli ingredienti, che prevede l’inserimento della materia prima cruda all’interno di buste ad-hoc, nella cottura sous-vide è fondamentale la qualità della materia prima in quanto non è possibile aggiustare nel corso della preparazione il prodotto (ad esempio con sale, pepe, etc.). Una volta iniziata, la cottura verrà terminata rispettando la temperatura e la tempistica impostate all’inizio della preparazione. Il fatto di conservare tutti i liquidi degli ingredienti a volte da luogo a perplessità sul gusto delle pietanze in quanto, non essendo abituati a consumare una carne o un pesce in “purezza”, il gusto potrà sembrarci differente rispetto a quello al quale il nostro palato è abituato.

A livello operativo, il sous vide è un metodo di cottura a bassa temperatura dove gli ingredienti, inseriti con eventuali condimenti in appositi sacchetti di plastica, vengono cucinati a temperature che si aggirano tra i 50 e i 100 gradi. Ogni alimenti prevede una concia e una temperatura standard di cottura sous vide che è stata codificata nel corso di anni ed anni di esperimenti e troverete sia online sia negli eventuali manuali di istruzione delle attrezzature per praticare questa tipologia di preparazione.

Volendo trovare degli svantaggi alla cottura sous vide sono sicuramente da ritrovare sia nei tempi lunghi di cottura sia nella numerosa e costosa attrezzatura non proprio alla portata di tutti. Negli ultimi anni sono emerse anche perplessità riguardo all’utilizzo della plastica e dei suoi eventuali rilasci tossici quando portata ad alta temperatura: i più recenti studi hanno dimostrato che non sembra esserci questo pericolo quando vengono utilizzati sacchetti ad hoc per lo scopo e che quindi hanno rilasci nulli o esigui.

Sperando di avervi incuriosito di provare questo innovativo e trendy metodo di cottura, vi lasciamo scoprire le nostre ricette preparate seguendo questa modalità di cottura innovativa

Trends

Pasti a domicilio: modalità e chi può usufruirne

pasti a domicilio

Come funzionano i servizi di pasti a domicilio e come utilizzarli

La consegna di pasti a domicilio è diventata negli ultimi anni prassi sempre più comune e utilizzata da differenti tipologie di utenti che per diversi motivi trovano comodo, se non indispensabile, farsi recapitare direttamente presso il proprio domicilio piatti già cucina e pronti solo da addentare.

I pasti a domicilio possono essere consegnati in diverse modalità a seconda del servizio utilizzato. Ne abbiamo già parlato in un precedente articolo ma per fare un breve riassunto Si può avere infatti:
– una consegna on-demand con ordine effettuato da un aggregatore di ristoranti (es. Just Eat, Foodora, Deliveroo)
– una consegna on-demand da un singolo ristorante/servizio che integra cucina
– una consegna on-demand di spesa a domicilio (o da aggregatori di negozi come Supermercato24 o direttamente da catene di supermercati come Esselunga)
– una consegna in abbonamento settimanale di ingredienti con cui cucinare
– una consegna in abbonamento settimanale di piatti pronti solo da scaldare come NutriBees.com

In aggiunta a queste tipologie di servizi “innovativi” esistono anche servizi storici di consegna di pasti a domicilio che si rivolgono alle persone anziane o in difficoltà a cui lo Stato offre assistenza nella preparazione e nella consegna dei pasti più adatti alla loro esigenza al fine di garantirgli il mantenimento della salute.
Gli utilizzatori di queste tipologie di servizi di pasti a domicilio sono veramente molto vari e coprono più o meno tutta la popolazione italiana residente in particolare nei centri urbani del centro-nord + Roma dove questi servizi sono attivi e più diffusi.

I servizi on-demand sono utilizzati in particolar modo da persone con poco tempo che decidono di appoggiarsi ad una cucina terza che prepari per loro le pietanze per pranzo e/o cena: avremo lo studente fuori sede che utilizzerà il servizio principalmente per la consegna a domicilio di pizza così come il giovane lavoratore che invece alternerà la pizza ad altre pietanze italiane ed etniche.
Utilizzare questa tipologia di servizi di pasti a domicilio è solitamente molto semplice in quanto, scaricando una semplice app sul proprio smartphone, si riesce ad avere a disposizione l’intero menù del ristorante o dei ristoranti di zona che aderiscono a questa modalità di consumo dei propri pasti.
Nel corso degli anni le piattaforme dedicate a questi servizi sono proliferate e se prima servivano principalmente ed unicamente pizzerie e sushi, ora riescono a consegnare anche piatti gourmet provenienti da ristoranti rinomati che hanno deciso di aumentare il loro numero di coperti tramite la consegna a domicilio.
Questa modalità di consegna ha suscitato nel corso degli ultimi anni numerose polemiche relative allo sfruttamento delle persone che fisicamente si occupano di consegnare i pasti a domicilio: poco tutelati, e spesso non assicurati, recentemente sono saliti agli onori della cronaca per i loro scioperi e per le contromosse che il governo ha comunicato di voler prendere per potere aiutare questa categoria di lavoratori.

Altri servizi invece, come la consegna della spesa a domicilio, riscontrano l’interesse sia del target di persone single con poco tempo per recarsi a far la spesa sia dei nuclei familiari  che hanno esigenza di effettuare acquisti corposi e possono trovarsi in difficoltà a dover trasportare dal supermercato a casa una quantità ingente di borse se non in possesso di un’auto.
Gli stessi anziani, specie se con difficoltà motorie, trovano particolarmente comodo l’utilizzo di questo tipo di servizio a domicilio e spesso, con l’aiuto dei propri figli, ne fanno ricorso vedendosi recapitare direttamente sul proprio pianerottolo la loro spesa settimanale.

I servizi di consegna a domicilio di ingredienti per prepararsi piatti gourmet hanno invece come target le coppie che vogliono cimentarsi con qualche novità in cucina che difficilmente potrebbero partorire unicamente con le loro idee e per le quali avrebbero difficoltà ad andare a recuperare ingredienti già porzionati correttamente.

I servizi di consegna di pasti a domicilio come NutriBees sono invece nati da poco in Italia ma si stanno affermando in maniera importante in quanto uniscono la comodità della consegna a casa (o in ufficio) a quella di non dover cucinare rendendo veramente alla portata di tutti riuscire a mangiare in maniera healthy e gourmet. Il target di persone che utilizzano questa tipologia di servizio è molto trasversale e va dal single lavoratore, alla coppia di lavoratori, alla persona interessata a rimettersi in forma o che pratica una particolare attività fisica, all’anziano che non ha le energie per cucinare piatti che solitamente sono composti da 2-3 elementi differenti e che richiedono diverse cotture e preparazioni.

Questo settore di food-delivery o consegna di pasti a domicilio è sicuramente stato, e continuerà ad essere, uno dei più toccati dalla rivoluzione digitale e, a nostro parere, sempre meno vedremo le persone fare la spesa fisicamente in un supermercato e cucinarsi in casa pranzo e cena. Se per la pausa pranzo è ormai “normale” che si mangi fuori casa (spesso con l’utilizzo di buoni pasto) visto i serrati orari di lavoro, sempre di più si tenderà ad evitare di mettersi ai fornelli anche per la cena vista la scarsa economicità nell’attrezzare la cucina e fare la spesa per pochi pasti alla settimana. Crediamo che in futuro sempre più persone addirittura elimineranno la cucina dai loro appartamenti risparmiando sull’acquisto / affitto e mantenendo solo un frigorifero e un microonde per prepararsi la colazione e altri pasti della giornata che non richiedano una eccessiva perdita di tempo e lavoro.
D’altro canto non crediamo che questo cambio sarà immediato in quanto la cultura della cucina, specialmente in Italia, rimane radicata nei nostri costumi e non se ne andrà così facilmente ne probabilmente scomparirà mai del tutto lasciandoci sempre la possibilità di cucinarci “due spaghi” tra amici o in famiglia.

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Se volessi provare il tuo primo ordine di pasti a domicilio, consulta il nostro menù

Health & Wellness

Il latte fa male? Cosa ci dicono gli ultimi studi

latte fa male

Scopriamo insieme cosa dicono gli ultimi studi scientifici riguardo la bontà o meno di consumare spesso latte e latticini

Come ogni argomento caldo che si rispetti in tema di alimentazione, anche il consumo di latte e latticini è stato nel corso degli anni al centro di numerosi dibattiti che spesso hanno creato confusione riguardo la dannosità o meno di consumare latte e latticini anche una volta superata la fase di svezzamento. In sintesi: consumare il latte fa male?
La tesi “storica” contro il consumo di questi prodotti sostiene che l’uomo sia l’unico animale che, una volta superato lo svezzamento, continui a consumare il latte approvvigionandosi da altri animali mentre quella a favore sostiene che l’uomo dall’inizio dei tempi ha sempre avuto questo comportamento ed è quindi ormai diventato “naturale”.

Aldilà del tema storico nel corso degli anni si sono succeduti numerosi studi scientifici, più o meno fondati, che hanno a volte demonizzato a volte esaltato i benefici del consumo di latte e latticini e reso difficile trovare una risposta alla nostra domanda iniziale: il consumo di latte fa male o no?
Per rispondere a questa domanda, Fondazione Veronesi ha pubblicato negli ultimi anni numerosi studi ed editoriali in cui risponde alle principali domande relative a questa domanda per chiarire i dubbi e smontare falsi miti creati nel corso degli anni arrivando a concludere che all’interno di una alimentazione bilanciata basata principalmente su cereali integrali, verdura, frutta, proteine vegetali, pesce e olio extravergine d’oliva, il consumo di latte in quantità moderate non fa male.

A questo link potete leggere un reportage completo e le risposte, sempre tratte da studi di Fondazione Veronesi, a 10 domande “classiche” riguardo al consumo di latte.

Nel nostro menù abbiamo comunque deciso per il momento di non inserire latte e latticini per una serie di motivi tra i quali: la facilità di reperibilità di questi prodotti in qualsiasi supermercato, la possibilità di consumarli spesso anche senza particolari cotture o lavorazioni, l’abitudine di consumarli già molto spesso a colazione o durante gli spuntini, la presenza di tante persone intolleranti a questi prodotti.

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La dieta di Cristiano Ronaldo: cosa mangia CR7 per restare in forma

dieta di cristiano ronaldo

Cosa mangia il campione portoghese per rendere sempre al 100% sul rettangolo di gioco

Il trasferimento di Cristiano Ronaldo, o CR7 come lo si è soliti chiamare, dal Real Madrid alla Juventus per circa 100 milioni di euro ha destato scalpore negli ultimi giorni visto che il passaggio di proprietà riguarda probabilmente il giocatore di calcio più forte del mondo e che nel corso degli anni ha vinto praticamente tutto spostando gli equilibri in maniera determinante in tutte le squadre in cui ha giocato.

Parlando di questo giocatore vi è però un altro argomento salito agli onori della cronaca recentemente: la dieta di Cristiano Ronaldo.
Questo tema è stato ripreso da più tv e magazine negli ultimi tempi grazie ad un post di Patrice Evra che sconsigliava a qualsiasi persona di accettare un invito a cena dal campione portoghese perchè si sarebbe poi ritrovato a seguire il suo stesso regime alimentare non propriamente “saziante “. Il terzino francese ha infatti dichiarato “Sono andato a cena da lui e c’erano solo insalata, pollo e acqua. Dopo mangiato ha iniziato a palleggiare e poi è andato in piscina a nuotare”. CR7 è infatti molto attento alla sua alimentazione e la considera uno dei segreti per rendere sempre al meglio in campo (nonostante la sua non più giovanissima età) assieme a sonno e crioterapia.

La maniacalità è il concetto che più si addice alla vita e alla dieta di Cristiano Ronaldo combinata ad obiettivi precisi come quello di perdere un chilogrammo ogni anno per non far aumentare la massa grassa e mantenere lo stesso scatto fulminante. Gli alimenti che non mancano mai nella sua dieta sono frutta fresca, proteine magre (con preferenza per il pesce da buon portoghese) e molta insalata. I suoi pasti quotidiani sono suddivisi in 6 sessioni che intervalla a distanza di 3-4 ore in modo da tenere il metabolismo sempre in funzione. La dieta di Cristiano Ronaldo ha eliminato nel corso degli anni tutto quello che poteva essere dannoso per la sua salute e che anche noi di NutriBees sconsigliamo di consumare per seguire una dieta sana: alcol, bevande zuccherate e cibi trattati. Come sappiamo tutte queste informazioni sulla sua dieta? Grazie all’intervista rilasciata originariamente per Business Insider dallo chef della nazionale portoghese Luis Lavrador che cura la dieta di Cristiano Ronaldo.

Ma cosa mangia esattamente per ogni pasto CR7?
Partendo dalla colazione dove la scelta ricade sul salato
con uova o toast al prosciutto, formaggi magri e spremute di agrumi.
A pranzo la dieta di Cristiano Ronaldo prevede insalata con pollo cotto e poco pane a meno che non abbia in programma una sfida pomeridiana per cui include anche un maggior apporto di carboidrati e frutta. A cena la scelta ricade su alimenti che possano portare fibre, proteine e vitamine.
Durante gli allenamenti invece, Cristiano si idrata con bevande isotoniche che vengono studiate e preparate ad-hoc per lui per evitare quelle troppo zuccherose in commercio e consuma un mix di carboidrati per aumentare la resistenza e vitamina B12 per evitare la stanchezza.

Grazie a questa maniacalità costante, la dieta di Cristiano Ronaldo può prevedere anche qualche piccolo sgarro come un calice di vino rosso che il campione consuma saltuariamente e non gli evita comunque di avere un fisico molto più giovane rispetto alla sua età ed una massa grassa inferiore alla maggior parte dei calciatori professionisti.

Se vi fosse venuta voglia di iniziare a seguire la dieta del campione portoghese potete dare un’occhiata al nostro menù e selezionare i piatti più adatti a farvi diventare un asso sul rettangolo di gioco emulando le gesta del vostro idolo.

 

 

Health & Wellness

Bere limone al mattino? I vantaggi

Limone al mattino

Bere succo di limone al mattino fa veramente bene?

Ci sono alcune abitudini “della nonna” che hanno delle forti evidenze scientifiche, diventando così sia rimedi casalinghi che poi dati scientifici.
Una di queste abitudini è quella di bere il limone al mattino.

Gli effetti dimostrati dalla scienza sono vari e interessanti:

  1. Aiuta la Digestione
    Stimola la produzione di bile attivando l’organismo, velocizzando anche il metabolismo.
    L’American Cancer Society suggerisce ai malati di cancro di bere acqua calda e limone per stimolare la digestione.
  2. Pulisce l’Organismo
    Pulisce le sostanze di rifiuto stimolando la produzione di urina. L’acido citrico aiuta a massimizzare la funzione degli enzimi, stimolando la disintossicazione.
    Ricette con limone sono consigliatissime in diete detox o in percorsi disintossicanti.
  3. Rafforza il Sistema Immunitario
    Essendo ricco di vitamina C, il limone è l’alleato principale contro il raffreddore.
    Il suo contenuto di ferro e potassio poi aiuta nelle funzioni base dell’organismo come quelle cerebrali o puramente immunitarie.
  4. Migliora la Salute della Pelle
    Sempre il contenuto di vitamina C è fondamentale (in quanto antiossidante) nel mantenere la pelle giovane. Aiuta contro le rughe, macchie e radicali liberi.
  5. Rinfresca l’Alito
    Infine può essere un rimedio contro l’alitosi ma anche per alleviare dolori da mal di denti o gengivite.
    Attenzione però: l’acido citrico può erodere lo smalto dei denti, quindi non esagerate; consigliamo di sciacquare la bocca dopo aver assunto acqua e limone.

La modalità di preparazione è molto semplice: si consiglia di iniziare spremendo un limone di media grandezza all’interno di una caraffa con 250 ml di acqua calda e di berla prima che si raffreddi; importante però assumerla a digiuno.
Consigliamo inoltre di aggiungere zenzero a piacimento oppure come in molti Paesi del medio-oriente aggiungere un po’ di menta per un sapore più rinfrescante. Evitate invece di aggiungere, come potrebbe venirvi naturale, lo zucchero che rovinerebbe di fatto i benefici per la salute conquistati bevendo l’amaro estratto del limone.

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